Elogio alla cucina della terra, apriamo la porta!

Vagabondando…, si proprio così, con la curiosità e il giusto tempo che serve per entrare in empatia con chi può farti vivere emozioni ed esperienze uniche.

La curiosità è l’inizio di tutto, senza di essa il rischio è quello di vestirsi di arroganza, di superbia, di saccenza e credetemi in giro ce ne tanta, basta entrare nei gruppi di facebook.

Oggi più che mai essere ospiti di mani sapienti, di storie da raccontare, di gesti che trasudano maestria, questa è la meraviglia, la bellezza per me.

La ricerca del grezzo inteso come seme originale, come vero punto di partenza per scoprire le proprietà, il valore, il significato.

Cucinare, un atto d’amore, ancora prima di portare a tavola la pietanza, cucinare un atto d’amore che dovrebbe essere riconosciuto a prescindere.

Vagabondando guidato dagli odori che si incanalano nelle stradine di un centro antico, di un borgo o di un mercato rionale.

Non c’è google map che tenga, il fiuto, i sensi, le percezioni sono gli aghi della bussola, una bussola costruita nel tempo, ricercando la verità del cibo.

Sagge sono le parole della gente che trasforma il cibo desiderosa di offrirtelo, di donare una parte di se senza veli, senza inganni.

La terra, la cucina e l’uomo, una circolarità che il mio mastro Igles Corelli ha saputo portare in cucina, dando un senso e un rispetto alla materia.

Come disse il maestro Pellegrino Artusi, parlando di ipocondria, “Viaggiate, se avete quattrini, in buona compagnia e guarirete.”

Il paradiso terrestre

Riprendo un breve tratto del libro di uno cuoco che io adoro Fabio Picchi, che nel suo libro “Ho fame di te e di paradiso”narra di appunti di cucina e intingoli.

“Ci siamo sempre messi in movimento per cercare di dare risposta alla fame quotidiana e pur incontrando probabili difficoltà, abbiamo sempre risolto il problema dilagando in tutte le terre emerse, valicando montagne impervie e solcando mari sconosciuti.

…Non abbiamo più idea di che cosa significhi nutrirsi con normale felicità.”

Tanti sono i “missionari” che hanno deciso di tenere duro e riportarci alla verità del cibo, facendocelo assaporare in luoghi naturali.

Questo è oggi per me diventata esperienza da condividere, e se questo lo si può fare attraverso la parola turismo, ben venga!

Turismo esperienziale, un modo per viaggiare, formarsi, conoscere luoghi e persone, non come fruitori veloci ma come ascoltatori attenti e rispettosi.

Divulgare per essere noi stessi portatori di cose belle che ci fanno star bene, che ci riportano alla terra e conoscere chi veramente sta sacrificandosi per lanciare un grido di appartenenza a questo mondo.

Vagabondare con stile e la sua cucina racconteranno di preparazioni viste fare nel mondo, provate e riscoperte, modellate e smontate per poi essere ricomposte in gesti autentici.

Non parleremo di ricette nel vero senso della parola ma di esperienze, suoni, odori e immagini per farvi entrare nella nostra cucina con rispetto e amore.

Alessandro

@vagabondareconstile

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